“La tecnologia è uno strumento ideologico e noi siamo i nuovi analfabeti in un nuovo mondo, tutti apprendisti, senza la consapevolezza del presente a meno di non aggregarsi in comunità consapevoli.”

A furor di popolo sembra che sia proprio in corso la Digital Disruption, una “tempesta perfetta” che si muove globalmente scatenando un’assalto di tecnologia digitale che colpisce i nostri modelli socioeconomici e socio culturali causando altresì la scomparsa dei “dinosauri” come avvisano alcuni.

Una tempesta digitale che impone alle aziende di risvegliarsi dal torpore delle abitudini consolidate e avviare un rapido processo di alfabetizzazione per un cambio culturale utile alla sopravvivenza.

Un cambio di marcia obbligato per continuare ad esistere come soggetti economici, e per non diventare aziende obsolete e in oblio, ovvero dei “dinosauri” in via d’estinzione.

Metaforicamente “dinosauri” sono anche quelle persone alla guida di aziende, pubbliche o private, che ignorando ciò che accadeva intorno a loro, ora stanno iniziando una corsa affannosa per la loro sopravvivenza durante la tempesta digitale in corso.

Tempesta che travolge e rende obsoleti anche alcuni manager d’azienda, i nuovi dinosauri, ma soprattuto coinvolge tutti noi che siamo delle comparse nella “Grande Crisi Globale” in corso da anni, un ulteriore sintomo del vorticoso cambiamento che avviene intorno a noi, e nonostante noi e le nostre resistenze.

Una tempesta che avviene in un mondo oramai in gran parte interconnesso di persone ed oggetti, dove la ricchezza e la povertà delle nazioni e delle persone, sia in termini economici che di conoscenza, rendono debole chi non si adegua, e sopraffà quindi persone ed aziende che ne vengono travolti.

Paradossalmente sovrabbondanza e scarsità di elementi, quali i capitali economici, le tecnologie, le competenze, i mezzi e le persone, possono essere utili per sopravvivere o per avviarsi all’estinzione come i dinosauri, o a nuovi modelli di schiavitù e dipendenze già peraltro in atto.

Il “posto di lavoro” che si trasforma, che si estingue per alcune mansioni e viene sostituito da macchine, robot, oppure diventa un’attività fortemente specializzata che richiede persone con competenze specialistiche peraltro altamente selettive, è metaforicamente uno degli “alberi” che la tempesta in corso scuote e flette.

I diritti delle persone, la sicurezza e la riservatezza delle proprie informazioni, sono ulteriori elementi che richiedono alle persone di sapersi proteggere durante la tempesta in corso.

Un nuovo mondo che sta rischiando di diventare una grande macchina/fabbrica interconnessa e controllata da procedure automatiche e decisioni prese da algoritmi governati da tecnocrati, con il rischio di farsi governare da dei morti: le macchine !

Un mondo dove siamo tutti apprendisti, senza la consapevolezza del presente.

In effetti siamo i nuovi analfabeti in un nuovo mondo, e siamo perlopiù inconsapevoli che la tecnologia è uno strumento ideologico a supporto di un “complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale”.

In questa situazione attuale e, in un mondo globale dove sopratutto avvengono movimenti e migrazioni forzate delle persone a causa di guerre e povertà, dobbiamo essere pronti ad affrontare nei nostri posti di lavoro, e non solo, la tempesta in corso.

Ma come sopravvivere alla tempesta perfetta che è in corso ?

Il 6 novembre scorso durante il Industry Big Event 2015 ho presentato 7 regole che possono essere utili in quest’epoca digitale per sopravvivere, e quindi evolvere.

Tre punti ritengo sia utile evidenziare.

1) Imparare a vivere nel presente utilizzando gli strumenti della propria epoca per integrarsi nella realtà trasformandola, questa è la lezione che il cambiamento insegna. Cambiamo se partiamo da uno stato attuale di consapevolezza.

2) Valorizzare l’azione di apprendimento continuo, e di alfabetizzazionesulle tecnologie digitali, esclusivamente per una finalità di crescita personale non-sostituitiva delle competenze di governo solidale, eco-sostenibile, creativo e cognitivo della Persona Umana sui processiinnovativi, organizzativi e istituzionali.

3) Iniziare ad aggregarci in comunità consapevoli, formate da persone consapevoli del presente, con cui collaborare per la propia alfabetizzazione e integrazione nella realtà che ci circonda.(1)

Ecco perché da oggi bisogna ”stare fermi per correre”, perciò ricominciare ad osservare, studiare e impadronirsi degli strumenti utili per continuare il proprio cammino, per raggiungere la consapevolezza del presente per agire nel presente.

Per ora fermiamoci per correre, perchè citando J. Ellul “Se agli inizi del quaternario l’uomo primitivo si fosse adattato all’ambiente, non ci sarebbe stata l’umanità” .

(1) “L’integrazione consiste nella possibilità di entrare in accordo con la realtà e allo stesso tempo di trasformarla, a cui si aggiunge il potere di scegliere, che si basa essenzialmente sul giudizio critico. Nella misura in cui l’uomo perde la possibilità di scegliere e si adatta al giudizio degli altri, viene diminuito, perché non esercita più la sua libertà. Non può più integrarsi, si adatta. Invece l’uomo che si integra è un soggetto. L’integrazione o la partecipazione lo rendono attivo, mentre l’adattamento lo rende passivo. Integrarsi significa entrare in accordo con la realtà, avere la capacità di trasformarla” (Freire)

Pubblicato in origine su Medium

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